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Due studiosi tedeschi dell'Università Karlsruhe, Baeumer e Vogel, in un lavoro pubblicato a luglio su Geophysical Research Letters, hanno evidenziato una  inaspettata periodicità settimanale nelle  variabili meteorologiche. Dall’analisi di  15 anni di dati giornalieri di 12 diverse  stazioni meteorologiche tedesche  si è  ottenuto che, rispetto alla media complessiva settimanale, la temperatura segna una impennata  nella prima metà della settimana, con il massimo  il mercoledì e il minimo  il sabato; l’intero week-end, inoltre, si presenta più nuvoloso, più piovoso e più ventoso degli altri giorni della settimana. In parole povere, il tempo  ama guastarsi più facilmente  per il fine settimana e tendere  al bello per il resto della settimana. Poiché non c'è un processo naturale conosciuto che possa giustificare un’eventuale differenza tra giorni della settimana lavorativa e weekend, l'esistenza di questo ritmo settimanale potrebbe indicare l'influenza dell'uomo sul tempo. La causa, secondo i due ricercatori, è da ricercarsi nell’incremento progressivo di polveri sottili e di inquinanti nelle aree metropolitane. Le città, infatti, nei giorni lavorativi convogliano più facilmente verso l’alto  le polveri e gli inquinanti che  bloccano parte dei raggi solari e si comportano da nuclei di condensazione; poi, nel weekend, il traffico  diminuisce, le città si svuotano, gli inquinanti  si riducono e, lunedì, torna il bel tempo. Sembrerebbe che  la  nuvola di  Fantozzi abbia un fondo di verità.

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