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Pillole Meteorologiche

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Benvenuta primavera, bentornato raffreddore

ciliegie

L’arrivo della primavera per molti equivale   più ad un sollievo psicologico, del tipo “è finalmente passato l’inverno”  che ad  un reale cambiamento. Per chi  è abituato a spogliarsi ai primi tepori primaverili, pensando che sia arrivata l’estate (“la stagione” come  la definiscono i Napoletani), la prima vera può  tradursi in una  maggiore predisposizione ai raffreddori. La primavera  mediterranea  è una stagione di transizione  che però  non significa  belle  giornate estive in  sostituzione  delle brutte giornate invernali: il passaggio dall’inverno all’estate non avviene bruscamente ma gradualmente attraverso  veri e propri  combattimenti  fra le preesistenti masse d‘aria fredda  invernali di origine polare che hanno dominato nell’inverno appena trascorso

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Nicola Scafetta, "cervello" emigrato negli Usa ha elaborato una previsione della temperatura planetaria attraverso un approccio fenomenologico-olistico. I risultati di tale approccio hanno dimostrato che il 90% della varianza della temperatura dell'aria è giustificato dalle variazioni naturali associate a movimenti astronomici. E' fortemente messa in crisi la teoria del riscaldamento globale provocato dall'uomo a causa della sua produzione "forsennata" di CO2 e sulla quale l'IPCC poggia la sua esistenza.

Vai al video del suo seminario tenutosi, su invito,  da noi presso la Federico II

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Ad aprile di quest’anno, la rivista “Popular Science” ha classificato  la  ricerca svolta da Jim Mead, della East Tennesse State University (USA),  tra le più maleodoranti al mondo. Ma perché questa strana classifica? Il motivo è semplice. Mead fa il paleontologo e, oltre ad interessarsi dei fossili di anfibi, mammiferi e rettili, è specializzato nel riconoscimento di escrementi fossili, scientificamente noti come coproliti, appartenenti ad animali estinti e provenienti da tutto il mondo. Mead è orgoglioso della sua raccolta di ben 900 pezzi unici e ben conservati, dal letame di bisonte di 23 mila anni fa allo sterco di mammut di 143 mila anni fa, ed ironizza sulla sua fama di “caccologo” ben sapendo quanto per la scienza sia preziosa l’analisi del preistorico letame dal quale è possibile estrarre il DNA.

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Molte sinfonie classiche, musiche da camera e canti popolari utilizzano tecniche strumentali e vocali per descrivere i rumori tipici dei fenomeni meteorologici. Esempi tra i più famosi sono “Le quattro stagioni” di Vivaldi, quattro concerti per violino e orchestra. Ogni concerto si divide in tre movimenti (il primo e il terzo in tempo di allegro o presto e quello intermedio in tempo di adagio o largo) e si riferisce a una delle quattro stagioni: Primavera, Estate, Autunno e Inverno. Si tratta di un tipico esempio di musica a programma cioè di composizioni a carattere prettamente descrittivo. L’Inverno è descritto con tinte scure e tetre per evocare l’azione della pioggia e del vento gelido, al contrario l’Estate con toni accesi e drammatici per evocare l’oppressione del caldo o la violenza dei temporali in azione. Oltre Vivaldi, è importante ricordare anche Chopin che, nel “preludio della pioggia”, op. 28 n. 15, descrive il rumore di una goccia d’acqua battente con un incessante ribattuto su pianoforte. 

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Con l’estate  aumenta il rischio di essere punti dalle zanzare. Solo le zanzare femmine sono, però, in grado di succhiare il sangue all’uomo e agli altri animali per nutrirsi e  rendere fertili le uova prima della deposizione. Ma perché una persona su dieci è particolarmente colpita dalle zanzare? E’ diffusa la convinzione che questo dipenda dal tipo di sudorazione, dalla temperatura corporea o dal grado di dolcezza del sangue ma, secondo recenti studi  del professore Butler dell’Università della Florida, l’85% delle punture di zanzare ha un’origine genetica. Chi ha, per esempio, una pelle molto ricca di colesterolo (che non ha alcuna relazione con il colesterolo del sangue) è molto più esposto alle punture. E poi c’è l’anidride carbonica (CO2) che  le zanzare riescono a percepire fino a 40  metri di distanza tramite sensori posizionati sulle antenne: le persone grosse e pesanti, le donne incinte e chi pratica attività sportiva producono con  la respirazione grandi quantità di CO2 e in questo modo segnalano in modo evidente la propria presenza. 

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