L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO NELLE AREE METROPOLITANE
L’inquinamento atmosferico rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio delle aree metropolitane ed è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le dieci più importanti cause di morte per i cittadini che vivono nelle aree metropolitane (OMS, Annual Report 2004). Ogni giorno,infatti, filtriamo con i nostri polmoni circa 15 kg d’aria, mentre assorbiamo solo 2.5 kg di acqua e meno di 1.5 kg di alimenti.
E’ utile ricordare che nelle aree metropolitane, in inverno, diventa elevata la concentrazione di polveri sottili mentre, in estate, diventa elevata la concentrazione di ozono. Perché questo comportamento diverso fra l’inverno e l’estate? C’è veramente una differenza nella produzione di polveri e di ozono tra l’inverno e l’estate?. La risposta è da ricercarsi esclusivamente nella meteorologia. In inverno, sono molto frequenti le situazioni anticicloniche che perdurano per molti giorni e sono responsabili di elevata stabilità atmosferica che impedisce la diffusione delle polveri sottili prodotte dagli autoveicoli. Nel mese di dicembre 1952, per esempio, un’estesa cella anticiclonica perdurò per circa 20 giorni su Londra, determinando la presenza continua di smog con la morte di più di 10000 persone per difficoltà respiratorie. Diversamente, in estate, nelle città metropolitane, a causa delle elevate temperature estive, diventano molto elevate le concentrazioni di ozono che si forma per reazione dei raggi solari con i prodotti di combustione. L’ozono può provocare lesioni alle basse vie respiratorie. Allo scopo di adottare provvedimenti restrittivi sul traffico in caso di reale necessità , è necessario che i meteorologi attraverso una rete di stazioni distribuite in maniera strategica, sul territorio metropolitano, forniscano alle Autorità locali, su base scientifica, elementi utili a consentire l’adozione di provvedimenti per diminuire il rischio per i cittadini. Pertanto definire oggi un calendario a medio termine di riduzione del traffico è segno di un modo di procedere al di fuori della scienza. Infatti le decisioni dovrebbero tempestivamente essere adottate dalle Autorità non appena i fisici dell’atmosfera sono in grado di prevedere situazioni meteorologiche in grado di determinare elevate concentrazioni di polveri sottili in inverno e di ozono in estate. Esiste, per esempio, presso l’Università di Napoli Federico II, un Osservatorio Meteorologico di prima classe, sito nel centro della città, fondato da Garibaldi nel 1860, che gestisce, in collaborazione con il Servizio agrometeorologico della Regione Campania, numerose stazioni meteorologiche site all’interno ed all’esterno della città di Napoli. La comparazione tra questi valori permette di calcolare con estrema precisione i parametri che governano la stratificazione termodinamica dei bassi strati dell’atmosfera, principale responsabile della diffusione degli inquinanti.




